Litigare bene con i figli adolescenti: 4°serata Genitori A Scuola!

Vostro figlio vi sembra un marziano?”  Tranquilli, vuol dire che va tutto bene. “Ogni occasione di incontro con lui è motivo di scontro?”  State sereni, è tutto nella norma. E’ con queste battute del pedagogista Massimo Lussignoli che lo scorso giovedì 18 gennaio si è aperto il quarto incontro della scuola genitori dal tema: “Litigare bene con i figli adolescenti”.

 

Chi è l’adolescente? Questa la domanda cui come genitori dobbiamo cercare di rispondere, se è vero che ciò che pensiamo indirizza il nostro agire. Chi sono? Si sta chiedendo contemporaneamente l’adolescente cercando se stesso.

Massimo Lussignoli ha accompagnato una sala gremita di genitori e di insegnanti nella lettura attenta e puntuale delle caratteristiche di questa età: l’adolescenza è caratterizzata dalla plasticità del cervello con la corteccia frontale ancora immatura ed incapace di filtrare, l’adolescenza è connotata dai cambiamenti di un corpo in cui non ci si riconosce, l’adolescenza rincorre una nuova socialità.

E’ l’età dell’abbondanza in cui non si è capaci di fare selezione, in cui le esperienze si moltiplicano e si consumano, l’età dove l’iperbole emotiva viene accompagnata da espressioni intense e talvolta volgari, dove i comportamenti non sono del tutto volontari, dove si è incapaci di sintonizzare gli obiettivi con la realtà.

L’età del disordine interno che si riflette e connota gli spazi esterni… (e un solo esempio basta:  la camera dell’adolescente).

E l’adulto come si colloca in questa relazione?

E’ il tempo in cui la madre deve cedere il passo al padre, tutelando la coesione genitoriale, è il tempo in cui si deve fare un passo indietro per mettersi di fianco, in condizione di servizio, aiutando a selezionare e ponderare.

E se l’adolescente volta la schiena ai genitori (quante volte è capitato che mentre state parlando a vostro figlio lui si è già girato e se n’è andato in un’altra stanza…) sta facendo il “suo lavoro”, se con la mia presenza gli do fastidio non mi devo preoccupare!

Questo è il suo bisogno evolutivo: nel prendere le distanze dal genitore, nel conflitto con l’adulto, l’adolescente sente chi è, impara a differenziarsi e a identificarsi.

Quale relazione con il figlio adolescente? Non una relazione” bella” ma “educativa”.

Questo il decalogo delle mosse giuste:

  • non prendere alla lettera quello che gli adolescenti dicono
  • non farsi travolgere dalla loro escalation emotiva
  • non mortificare con ordini, urla e sgridate (che comunque non risultano assolutamente efficaci, come ciascuno di noi ha sperimentato)
  • non fare la morale (“ai miei tempi…  se continui così finisci male”)
  • essere disponibili all’ascolto senza commentare e rilanciare successivamente nel loro campo
  • evitare la confidenza e non pretendere che ci dicano tutto
  • rinunciare al controllo, ma dare indicazioni chiare
  • essere disponibili ad uno spazio di negoziazione
  • ricorrere al silenzio attivo per lasciare decantare.

In sintesi dosare la nostra presenza q.b., quanto basta appunto. Facile, no?

“E’ la resistenza dell’aria che consente il volo” – I. Kant

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